Testo di Elisa Piccioni

Possiamo dire che l’uomo è nato per muoversi e tra le attività più spontanee, senza dubbio, troviamo la corsa. La corsa è un’ottima attività aerobica, facilmente riproducibile da adulti e bambini, basta avere un buon paio di scarpe.

Se eseguita correttamente migliora lo stato di benessere fisico e psicologico ma, come ogni attività sportiva, durante l’allenamento, possiamo scontrarci con qualche infortunio da corsa.

Gli infortuni della corsa riguardano più comunemente gli arti inferiori. Facciamo una panoramica generale di quelli più frequenti.

Fascite plantare?

Quando parliamo di fascite plantare definiamo un’infiammazione a carico di una fascia fibrosa che dal tallone raggiunge la regione precedente alle dita, detta aponeurosi plantare. Tra le cause, oltre a deviazioni posturali o del piede, troviamo la retrazione della catena muscolare posteriore e le sollecitazioni ripetute, facilmente riscontrabili durante la corsa. La fascite plantare si manifesta con dolore acuto al tallone e alla pianta del piede. Nei corridori insorge, quasi sempre, nella fase successiva all’attività mentre, durante la corsa, il dolore diminuisce. Nel 90% dei casi il trattamento è conservativo e prevede un percorso riabilitativo specifico, per curare sintomi e soprattutto cause del problema.

Distorsione di caviglia

La distorsione di caviglia rappresenta uno dei traumi degli arti inferiori più comune e nel 40% dei casi avviene durante la corsa.  Per distorsione si intende la perdita momentanea ed incompleta dei rapporti articolari tra due capi ossei, dovuta ad un evento traumatico.  Le conseguenze possono coinvolgere le strutture legamentose della caviglia e provocare lesioni o stiramenti. Nei corridori l’infortunio avviene per un appoggio scorretto del piede, per una momentanea perdita d’equilibrio, per un terreno non adeguato. I primi sintomi hanno esordio subito dopo il trauma e sono: dolore, gonfiore, tumefazione e impossibilità di appoggiare il peso del corpo sul piede. Il trattamento varia in base alla gravità e alla quantità delle strutture coinvolte, è quasi sempre fisioterapico con obiettivo il recupero della funzionalità della caviglia. Raramente si ricorre a intervento chirurgico.

Frattura da stress

Le fratture da stress sono l’esito del sovraccarico continuo su strutture del nostro corpo, come avviene negli sportivi che ripetono costantemente gli stessi movimenti. Nella maggior parte dei corridori sono conseguenza di allenamenti scorretti o eccessivi, o di una scarsa preparazione fisica in relazione all’entità del lavoro. Ovviamente, il sovraccarico può essere aumentato da scarpe scorrette che non ammortizzano l’impatto o terreni non adeguati. Quasi sempre le fratture coinvolgono la porzione inferiore della gamba e si manifestano con dolore muscolare e osseo nella zona interessata e con rigidità della stessa. La soluzione si trova nell’interruzione dell’attività e in un periodo di riposo. Tramite indagini varie si deve trovare la causa dell’insorgenza per poterla curare o correggere. Segue un periodo di riabilitazione volta alla diminuzione del dolore, il recupero dell’articolarità completa, della forza e della propriocezione. Fondamentale è un periodo di preparazione fisica con attenzione particolare allo studio del gesto atletico prima di tornare in campo.

Sindrome della bandelletta Ileo-Tibiale (SBIT)

Una scarsa forza muscolare, scarpe non adatte, terreni in pendenza non idonei, lunghi percorsi sono fattori predisponenti alla sindrome della bandelletta ileo-tibiale. Si tratta di una sindrome da sovraccarico che comporta l’infiammazione della bandelletta, costituita dai tendini grande gluteo e tensore della fascia lata, e che si inserisce nella porzione esterna del ginocchio. È detta anche “ginocchio del corridore”, si manifesta con dolore acuto al ginocchio. In un primo momento il dolore si fa sentire solo durante la corsa, quando la patologia avanza, invece, si percepisce anche nella quotidianità. Il trattamento è conservativo ci si può aiutare con ghiaccio, terapie strumentali e stretching, il riposo iniziale è fondamentale.

Lesione del tendine d’Achille

Si tratta di un infortunio frequente nella corsa, che coinvolge il tendine più robusto del nostro corpo. Le cause di lesione sono diverse, le più comuni sono un allenamento eccessivo e una retrazione del tendine stesso o più generalmente della catena muscolare posteriore. Il trauma è descritto dai corridori con la sensazione di un colpo diretto al tallone accompagnato dal rumore di rottura. I sintomi sono dolore al tallone, incapacità di carico, impossibilità di deambulazione e di andare sulle punte. Il trattamento varia in base al grado di lesione. Quando si tratta di una rottura del tendine è necessario ricorrere alla chirurgia e poi alla riabilitazione. Quando il numero di fibre coinvolte è minore la fisioterapia rappresenta la strada da percorrere per un recupero completo.

Lesioni muscolari

Per lesioni muscolari intendiamo l’interruzione di continuità di un numero di fibre variabile di un muscolo. Le lesioni si classificano in base al numero di fibre coinvolte e al meccanismo traumatico. Generalmente, la causa è una contrazione “esplosiva” o un allungamento improvviso del muscolo durante l’attività fisica. Nella corsa i muscoli maggiormente interessati dalle lesioni sono: il quadricipite, il tricipite surale e i muscoli ischio-crurali. Il corridore si accorge sul campo dell’infortunio perché avverte un dolore acuto e improvviso. In un secondo momento si manifesta con rigidità delle strutture, gonfiore e tumefazione. In fase acuta è utile il riposo, il ghiaccio, la compressione della zona.

Dolore lombare

La corsa è uno sport ad alto impatto, e la colonna può risentirne. Il risultato, soprattutto nei pazienti già soggetti, è dolore che coinvolge la fascia lombare che può essere continuo o intermittente. Alla base, quasi sempre, troviamo una retrazione muscolare dei muscoli che sorreggono la colonna e una mancato ammortizzamento dei continui colpi procurati dalla corsa. È fondamentale salvaguardare la colonna, valutarla e trattarla in modo da evitare patologie secondarie. Trattamenti fisioterapici adeguati e posturale danno ottimi risultati.

 

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