La prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali per la cura del diabete

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Il diabete (detto “mellito”, cioè dolce) è una malattia cronica caratterizzata da elevati livelli di zucchero (glucosio) nel sangue (iperglicemia) a causa di una ridotta produzione o utilizzazione dell’insulina, un ormone prodotto dal pancreas. Esistono diversi tipi di diabete, tra cui principalmente il diabete di tipo 1 (DM1), che si ha quando la produzione di insulina da parte del pancreas è ridotta o assente, e il diabete di tipo 2 (DM2) quando l’utilizzazione di insulina da parte dei tessuti è inadeguata (principalmente a causa di forme di insulino-resistenza che ne rendono difficoltosa l’azione).

Cos’è l’insulina

L’insulina è un ormone che consente alle cellule dell’organismo di assimilare il glucosio presente nel sangue, che rappresenta la prima fonte di nutrimento ed energia. Quando la produzione di insulina diviene assente o inadeguata, il glucosio si accumula nel sangue (iperglicemia) e viene poi eliminato con le urine (glicosuria), mentre  le cellule non ne ricevono in misura sufficiente. Questo provoca nel tempo gravi danni a organi e tessuti, con complicanze anche gravi (disturbi cardiovascolari, renali, del sistema nervoso, degli occhi) che possono alla lunga condurre a disabilità e anche alla morte.

Si stima che in Italia i diabetici siano circa 3 milioni (4,5% degli uomini e 5,2% delle donne – dati Istat 2010) e nel mondo circa 350 milioni (stime dell’Organizzazione mondiale della sanità), ma il numero è dovunque in costante aumento e si prevede che i decessi per diabete siano destinati a raddoppiare entro il 2030.

I tipi di diabete

Il diabete di tipo 1, che insorge nell’infanzia o nell’adolescenza, riguarda solo 10% dei casi. Le cause sono ancora oscure, ma si pensa a un processo autoimmune in soggetti geneticamente predisposti, con una alterata risposta immunitaria a danno delle cellule che producono insulina.

La forma di gran lunga prevalente è il diabete di tipo 2, che insorge in genere dopo i 35 anni e riguarda il 90% dei casi. La prevenzione e la diagnosi precoce sono assolutamente fondamentali. Il diabete di tipo 2, infatti, viene in genere diagnosticato dopo molti anni, spesso per caso, in quanto l’iperglicemia si sviluppa gradualmente e all’inizio non dà particolari sintomi. Il rischio di insorgenza aumenta con l’età, ed è fondamentale adottare strategie di controllo (monitoraggio della glicemia ed eventuali prove da carico) che consentano di intervenire prima che si producano danni cronici.

La malattia è legata sia a fattori genetici che allo stile di vita, e in particolare a fattori quali obesità e la mancanza di attività fisica. I principali fattori di rischio comprendono familiarità, sovrappeso (Indice di Massa Corporea superiore a  25 Kg/m2), ipertensione e valori elevati di colesterolo o trigliceridi.

Le strategie di prevenzione “primaria”, cioè in grado di prevenire l’insorgenza della malattia, sono incentrate sull’applicazione di uno stile di vita adeguato, in particolare dieta ed esercizio fisico.

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L’attività fisica rappresenta, insieme alla dieta bilanciata, un vero caposaldo per la cura del diabete, e può perfino consentire di ridurre il ricorso ai farmaci.

L’attività fisica per il diabete

Svolta con metodo e regolarità, essa aiuta sia a prevenire la malattia che a migliorarne il controllo nel caso in cui essa sia già insorta e ridurre il rischio di complicanze. 

 L’attività fisica ha molteplici effetti benefici:

  • migliora la risposta dell’organismo all’insulina, consentendo una maggiore assimilazione del glucosio e una riduzione della glicemia;
  • migliora l’efficacia dell’apparato cardiocircolatorio e in particolare il controllo della pressione sanguigna, riducendo i livelli di ipertensione e i connessi rischi di danno cardiovascolare;
  • migliora il controllo degli altri fattori di rischio, dal peso corporeo ai livelli di colesterolo e trigliceridi;
  • consente una migliore gestione dello stress, che di tali alterazioni è spesso una concausa;
  • rafforza muscoli e ossa, migliorando l’equilibrio, accrescendo la libertà di movimento e contrastando l’osteoporosi e il rischio di traumi;
  • migliora la socialità, l’umore e la qualità del sonno, consentendo una migliore qualità della vita.