Testo di Elisa Piccioni

Con il termine “metatarsalgia” intendiamo una condizione dolorosa di tipo infiammatoria a carico del piede, localizzata nella regione immediatamente precedente alle dita, comunemente definita avampiede.

È una condizione frequente per i soggetti che praticano sport in cui i piedi sono particolarmente sollecitati, come il running, il tennis o il basket, e per le persone che, anche quotidianamente, sollecitano l’avampiede per questioni posturali o semplicemente a seguito dell’utilizzo di calzature particolari, come le scarpe con i tacchi per le donne.

Come è fatto il piede

Il piede è una struttura anatomica molto complessa che per semplificazione viene suddivisa in tre regioni:

  • Retropiede: costituito dal calcagno (comunemente chiamato tallone) e dall’astragalo
  • Mesopiede: è la parte centrale del piede, nello specifico comprende l’osso cuboide, navicolare e i tre cuneiformi
  • Avampiede: la zona delle dita e immediatamente precedente a esse, formato da metatarsi e falangi.

Le ossa del piede interessate dalla condizione infiammatoria, di cui stiamo parlando sono i metatarsi, che si articolano anteriormente con le cinque falangi (ossa delle dita del piede) e posteriormente con le ossa del tarso.

Cause della metatarsalgia

Le cause della metatarsalgia sono molteplici e quasi sempre è impossibile individuarne una causa singola. Possiamo dire che il dolore ai metatarsi è causato da una combinazione di fattori che possono essere legati alla biomeccanica del piede oppure no.

Le cause più comuni sono:

  • Biomeccaniche: probabilmente sono le cause più frequenti e sono legate a un problema di distribuzione del carico tra le ossa del piede. Nella normalità il nostro peso è ripartito tra i due piedi, e per ogni piede, a sua volta, è distribuito tramite ossa e tendini tra calcagno e 1° e 5° metatarso. Quando questo sistema complesso di distribuzione del carico viene alterato assistiamo a uno squilibrio che si traduce in sintomatologia dolorosa.
  • Traumatiche: ogni trauma del piede comporta una variazione del sistema di distribuzione del carico modificando l’azione di muscoli e tendini o i rapporti articolari, di conseguenza è molto comune assistere a dolore dell’area di metatarsi.
  • Anatomiche: tutte le deformità congenite dell’anatomia del piede, come piede equino o dita ad artiglio, comportano una serie di compensi che a lungo andare possono causare dolore metatarsale.
  • Patologiche: sono condizioni meno comuni in cui la metatarsalgia è secondaria ad altre patologie del piede come Neuroma di Morton, Lupus, Artrite reumatoide, Malattia di Freiberg o tumuri delle ossa del piede
  • Sovraccarico funzionale: si verifica in tutte quelle situazioni in cui il piede viene sollecitato eccessivamente per pratiche sportive o attività quotidiane o calzature non ergonomiche.

Sintomi della Metatarsalgia

Senza dubbio il sintomo caratteristico della metatarsalgia è il dolore localizzato nella regione dell’avampiede. Questo dolore può essere sordo e continuo oppure lancinante, può variare ed aumentare con sollecitazioni quotidiane o sport ed essere legato alla sensazione di sassolini nelle scarpe e bruciore.

Oltre al dolore dei metatarsi possono presentarsi:

  • Parestesia e sensazione di formicolio al piede
  • Formazione di callosità nei punti di maggior carico del piede
  • Debolezza muscolare
  • Deformazioni del piede secondarie al dolore dei metatarsi
  • Dolore distribuito anche a tutto il piede e alla caviglia
  • Difficoltà della deambulazione e zoppia.

Diagnosi della Metatarsalgia

Quando il dolore dei metatarsi si protrae per un tempo prolungato è consigliato rivolgersi ad uno specialista per giungere ad una diagnosi specifica.

In prima battuta la valutazione passa per l’anamnesi e l’esame obiettivo in cui lo specialista ricerca informazioni utili nella storia clinica del paziente e nelle condizioni fisiche attuali, per raggiungere un’idea di diagnosi.

Per arrivare ad una diagnosi sicura, in una seconda fase, è utile sottoporsi a degli esami diagnostici strumentali, nello specifico:

  • Rx sotto carico, per verificare l’assenza di fratture associate e valutare la struttura scheletrica del piede sotto carico
  • Ecografia del piede per valutare la salute dei tessuti molli del piede
  • TC per valutare nel complesso la struttura del piede quindi eventuali focolai calcificativi o microfratture poco visibili all’rx
  • Risonanza magnetica per studiare lo stato di salute di muscoli e tendini, cartilagine e legamenti del piede
  • Esami del sangue per valutare la presenza di patologie sistemiche.
  • Esame baropodometrico, utile per studiare la distribuzione del carico, l’appoggio del piede e la nostra postura, i punti di maggior carico, il trasferimento del peso corporeo durante il passo, fasi del passo e il tempo di contatto a terra dei singoli tratti del piede.

L’associazione dell’esame clinico e degli esami diagnostici prescritti permette di arrivare ad una diagnosi chiara e quindi di poter impostare il trattamento per aiutare il soggetto a stare meglio.

Trattamento della Metatarsalgia

Nella maggioranza dei casi per curare la metatarsalgia è sufficiente il trattamento conservativo, molto raramente è necessario ricorrere al trattamento chirurgico.

Trattamento conservativo

Il trattamento conservativo prevede la ricerca della causa scatenante del dolore e la risoluzione di essa tramite:

  • Sostituzione di scarpe inadatte che sovraccaricano il metatarso, come le scarpe con il tacco per la donna
  • Ghiaccio per ridurre in modo naturale l’infiammazione, consigliato almeno 3 volte al giorno per un massimo di 10-15 minuti per ogni applicazione.
  • Fisioterapia e riabilitazione.

Fisioterapia per la riduzione del dolore dei metatarsi

La fisioterapia è l’alleato migliore per la risoluzione della causa scatenante della metatarsalgia.

In un primo momento il fisioterapista deve valutare il paziente a 360° per comprendere quali sono le eventuali deviazioni posturali che rappresentano la causa di uno squilibrio nella distribuzione del carico sui piedi e per poter lavorare in maniera precisa su tale condizione.

Partendo da questa valutazione il fisioterapista potrà programmare un percorso riabilitativo mirato, che comprende:

  • Terapia manuale, per lavorare localmente sulle strutture del piede interessato diminuendo le tensioni e alleggerendo il dolore
  • Terapia strumentale a volte necessaria per ridurre l’infiammazione, ad esempio:
    • Ultrasuoni o crioultrasuoni
    • Tecarterapia
    • Laser ad alta potenza
  • Rieducazione posturale personalizzata, utile in una seconda fase del percorso quando il dolore è ormai sotto controllo, per riequilibrare la distribuzione del carico ed evitare recidive
  • Rieducazione del passo per ridurre al minimo i compensi e riabilitare la distribuzione del paso sul piede durante la deambulazione
  • Propriocezione per allenare la sensibilità che ci permette di percepire la posizione degli arti e della postura nello spazio
  • Rinforzo per l’arto inferiore e globali.

Conclusa la fisioterapia è utile continuare il percorso tornando all’attività sportiva seguiti da un personal trainer che creerà un programma su misura del soggetto.

Trattamento chirurgico

La chirurgia viene presa in considerazione come soluzione alla metatarsalgia raramente e solo quando le origini del dolore non sono di tipo strutturale. L’intervento ha come obiettivo quello di ridurre il carico sulle ossa metatarsali spesso tramite delle osteotomie. In seguito, sarà necessario un periodo di riduzione del carico e immobilizzazione tramite una scarpa particolare e poi di fisioterapia.

 

 

 

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