Cos’è l’ernia cervicale?

L’ernia è una patologia del disco posizionato tra le vertebre cervicali. 

I dischi intervertebrali sono dei veri e propri cuscinetti e hanno la funzione di ammortizzare i carichi sulla colonna, per questo sono frequentemente sede di disfunzioni, le più frequenti sono:

  • Schiacciamento
  • Usura
  • Disidratazione
  • Rottura

Quando una piccola porzione di un disco intervertebrale si rompe, il materiale all’interno (nucleo polposo) fuoriesce e può comprimere la radice nervosa a fianco, o più raramente il midollo spinale 

Nella maggior parte dei casi, l’ernia cervicale si manifesta a livello dei segmenti vertebrali C5-C6 e C6-C7.

Si tratta di un processo molto comune, infatti, molti studi dimostrano che circa il 70% della popolazione adulta ha una piccola/media ernia anche senza sintomi correlati.

Quali sono i sintomi più comuni?

La sintomatologia dell’ernia cervicale è varia e si modifica in base al soggetto e al tratto coinvolto. Tuttavia, tre sono i sintomi più comuni:

3.Debolezza:

  • cervicale, tipicamente su un solo lato
  • tra la scapola e la colonna vertebrale
  • lungo tutto il braccio, a volte è il sintomo a cui prestare più attenzione.

2.Formicolio e perdita di sensibilità:

L’ernia cervicale comprime il nervo proprio alla radice, dove origina dal midollo spinale, provocando formicolio a volte associato a una riduzione della sensibilità. Questo avviene perché all’interno del nervo ci sono anche le fibre sensitive.

  1. Debolezza:

Quando un nervo cervicale viene compresso da un’ernia può causare debolezza in tutti i muscoli controllati da quel nervo. Per questo può manifestarsi una riduzione della forza a livello del bicipite, del tricipite o della mano.

Esistono sintomi associati a quelli appena elencati, e sono:

  • Acufeni o fastidi alle orecchie
  • Vertigini e sbandamenti
  • Disturbo della vista
  • Sensazione di gambe molli.

Quali sono gli esami da effettuare?

Qualora si sospetti la presenza di un’ernia cervicale è fondamentale fare alcuni esami.

  1. Solitamente i medici prescrivono una radiografia del rachide cervicale. Quest’ultima occorre sia per escludere altre situazioni che possono dare vita ad una sintomatologia simile a quella dell’ernia cervicale sia ad esaminare il grado di artropatie connesse.
  2. La certezza della diagnosi può arrivare solo ed esclusivamente mediante una risonanza magnetica (RM) o una TAC.

Ernia cervicale e trattamento

Quali possono essere le possibili strade da percorrere per stare meglio?

  • Cure farmacologiche: farmaci antinfiammatori, a base di cortisone,miorilassanti;
  • Rieducazione posturale: sono importanti le indicazioni riguardanti le posture da assumere e quelle da evitare per agevolare il recupero e il percorso di riabilitazione del nervo irritato. La Rieducazione Posturale Mézières è uno dei trattamenti più indicato per avere dei risultati a lungo termine
  • Trattamento manuale e/o osteopatico: indicato per migliorare la sintomatologia. In particolare è consigliato  per risolvere la perdita del movimento del collo: causata da ernie, stiramenti e contratture o disfunzioni in altre zone del corpo
  • Trattamento chirurgico: si rende necessario quando la compressione sul nervo o sul midollo è tale da compromettere le funzioni permanentemente.

Solo il 3-4% delle ernie cervicali richiede di essere rimossa tramite un intervento chirurgico.

Secondo uno studio Brinjikji et. all (2015) pubblicato sul “American Journal of Neuroradiology” la degenerazione del disco che si vede nella risonanza è presente in tante persone che non hanno sintomi.

Testo di Elisa Sordi

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