Testo di Andrea Monnati

Inquadrando da vicino il tema “lombalgia”, cioè il classico dolore lombare, ci accorgiamo che è uno dei disturbi più frequenti in età adulta con massima incidenza nei soggetti tra i 40 e 50 anni. Il mal di schiena lombare è una patologia che determina il maggior numero di giorni di assenza dal lavoro.

Che beneficio da l’immersione in acqua nel trattamento delle lombalgie?

Cerchiamo di analizzare i diversi fattori che possono determinare, spesso in associazione con la fisioterapia a secco, un’attenuazione del dolore lombare, se non la completa scomparsa:

  • galleggiamento
  • beneficio del calore dell’acqua
  • mobilizzazione della colonna vertebrale e del bacino
  • rinforzo graduale del “core”
  • allungamento muscolare

Galleggiamento

L’immersione in acqua determina uno “scarico” quasi completo dell’intero corpo e quindi anche della colonna grazie alle leggi dell’idrodinamica in questo ambiente. Il paziente immerso prova subito dopo l’ingresso la sensazione di essere più leggero e di riuscire a muoversi facilmente nei vari piani dello spazio senza l’ausilio di supporti.
Il galleggiamento determina un rilassamento diffuso, che in molti casi coincide con l’attenuazione del dolore alla schiena bassa e con la possibilità del paziente di effettuare movimenti in completa libertà e in assenza di dolore.

Beneficio del calore dell'acqua

È innegabile il potere che ha il calore sul nostro corpo e sull’intero organismo. Il calore all’ingresso in piscina dà al paziente una sensazione di benessere con ripercussioni anche sulla psiche, e questo, associato al galleggiamento, può dimostrarsi un’ottima soluzione per il trattamento delle lombalgie.

Mobilizzazione della colonna vertebrale e del bacino

In acqua, non essendoci gravità, si può sperimentare la sensazione di essere sospesi, aver meno carico sulla colonna ed effettuare i vari movimenti più liberamente. Nel corso delle varie sedute vengono proposti esercizi progressivamente più complessi per facilitare i movimenti che si svolgono durante le attività di vita quotidiana. Essi riguardano la colonna vertebrale in toto e il bacino, con interessamento dei muscoli del core.
Per “core” si intende il complesso muscolare che avvolge tutta la porzione addominale sia anteriore che posteriore, e dal quale dipendono l’efficienza statica e dinamica del corpo umano.

Allungamento muscolare

Per l’intera seduta idroterapica si ricerca l’allungamento muscolare di tutta la parte posteriore del corpo. Il paziente viene sensibilizzato sull’importanza dello stretching e di come esso svolge un ruolo cardine per alleviare il dolore lombare, diminuendo la trazione muscolare sulle vertebre.
Anche in questo caso i vari esercizi sono monitorati e gestiti dal terapista, individualizzando il lavoro.
Di seguito alcuni degli esercizi che possono essere svolti in acqua. La loro progressione e l’eventuale svolgimento è a discrezione del terapista in relazione al dolore provato dal paziente e la relativa difficoltà a svolgerlo.

1° esercizio

Paziente in piedi di fronte al bordo vasca con due tubi (attrezzo in schiuma in dotazione alla maggior parte delle piscine) posti sotto le braccia.
Al paziente viene chiesto di portare lentamente, durante una espirazione, le ginocchia verso il petto e, sempre lentamente, durante l’inspirazione, tornare alla posizione di partenza poggiando i piedi a terra. Questo scarica il peso del corpo grazie all’ausilio dei tubi, favorendo un allungamento di tutta la zona lombare.

2° esercizio

Viene chiesto al paziente (in stazione eretta) di muovere il bacino in avanti e indietro (antero e retroversione), effettuando dei movimenti combinati con la colonna lombare. Nell’esercizio il terapista presterà attenzione all’esecuzione per garantire il corretto assetto ed escludere eventuali compensi.

3° esercizio

Paziente in appoggio all’angolo della piscina in posizione di semi-galleggiamento. Al fine di evitare compensi, vengono posti sotto la testa, sotto la zona dorsale e sotto le ginocchia dei tubi galleggianti in grado di sostenere il peso del corpo. Partendo dal semplice galleggiamento “assistito”, nel corso delle sedute e in base ai feedback relativi al dolore percepito, vengono rimossi gradualmente i tubi, al fine di far lavorare maggiormente il “core” e rinforzare la zona paravertebrale.

4° esercizio

Paziente in piedi posizionato di fronte al bordo. Tenendosi con le braccia al bordo, in galleggiamento, si flettono anca e ginocchia effettuando dei movimenti di apertura e chiusura di quest’ultime. È opportuno cercare di attivare il più possibile il “core”. L’esercizio mira al rinforzo della muscolatura addominale, con la relativa stabilizzazione della colonna e mantenimento della fisiologica curva lombare. Tutti gli esercizi proposti possono risultare utili anche in caso di intervento di rimozione dell’ernia, perché mirano a ristabilire le corrette pressioni, a contrastare l’ipotono della muscolatura addominale e a ridurre le tensioni sulle vertebre interessate.

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