Testo di Elisa Piccioni

 

Tutti, nel corso della vita, abbiamo a che fare con esami diagnostici per problemi muscoloscheletrici.

Dopo una valutazione accurata da parte di un operatore sanitario, la maggior parte dei pazienti ha bisogno di indagini più mirate e oggettive, per poter confermare o meno la diagnosi. Gli esami diagnostici sono molti, diversi tra loro per modalità di funzionamento e obiettivo. I più comunemente usati per le problematiche ortopediche sono:

  • ESAME RADIOGRAFICO (RX)
  • ECOGRAFIA
  • RISONANZA MAGNETICA (RM)
  • TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC)

In seguito esamineremo i diversi aspetti delle quattro principali tecniche di diagnostica, l’indicazione terapeutica e i caratteri di sicurezza di ogni metodo.

RADIOGRAFIA

Come funziona la radiografia

La radiografia funziona attraverso l’uso di un tubo radiogeno che genera raggi X e di una pellicola che riproduce un’immagine catturando i raggi. Tale immagine è temporanea, e viene trasformata in reale attraverso procedure simili a quelle utilizzate per una fotografia. Tra la pellicola e il tubo radiogeno viene interposto un corpo, questo assorbe i raggi X talmente tanto che non raggiungeranno la pellicola, su questa, quindi, sarà impressionata l’immagine del corpo in negativo, cioè bianco. Più la struttura del corpo è ad alta concentrazione atomica e di spessore elevato (osso, scheletro), più assorbe il fascio di raggi X e quindi più risulterà bianca. Le strutture come i muscoli, che assorbono in parte i raggi, saranno grigie sull’immagine, quelle come i polmoni, saranno quasi interamente attraversate e risulteranno più scure.

Cenni storici

L’inizio dell’utilizzo di questa metodica risale alla fine dell’800, da allora le tecnologie per gli esami diagnostici si sono evolute, passando da lastre in vetro a pellicole di poliestere, fino ai nostri giorni in cui utilizziamo tecniche computerizzate (radiografie digitali). Questi immensi passi avanti ci permettono di catturare le immagini direttamente in formato digitale, così possono essere modificate, ingrandite, più facilmente trasmesse e archiviate.

Qual è la procedura?


Sottoporsi a un RX è molto semplice. Il soggetto si posiziona in modo che la parte del corpo da valutare sia tra il macchinario e lo strumento che registra l’immagine e deve rimanere immobile nel momento in cui l’operatore attiva la diffusione dei raggi. L’operatore deve essere molto attento, per avere una buona qualità delle immagini, alla posizione del paziente, alla proiezione da scegliere che incide sul percorso dei raggi nel corpo e al dosaggio dei raggi.

Quando è utile e quali sono le controindicazioni della radiografia


L’immagine radiografica permette di valutare facilmente traumi o patologie ossee come:

Poiché la radiografia produce radiazioni ionizzanti, è ideale proteggere il più possibile il paziente da esposizioni ripetute. La principale controindicazione è lo stato di gravidanza certo o presunto della paziente. Possono esserci controindicazioni legate specificatamente al mezzo di contrasto quando utilizzato.

ECOGRAFIA

Come funziona l'ecografia

L’ecografia è un esame diagnostico non invasivo, per questo largamente prescritto dai medici. L’esame sfrutta gli ultrasuoni, onde sonore che il nostro orecchio non è in grado di sentire. Questi sono in grado di penetrare nel nostro corpo raggiungendo profondità diverse, in maniera inversamente proporzionale alla frequenza utilizzata. La propagazione dell’ultrasuono è simile a quella che vediamo quando lanciamo un sassolino in acqua: le onde che si producono appaiono come cerchi concentrici, più grandi man mano che ci si allontana dal centro. Inoltre, dobbiamo sapere che in base alla densità del tessuto attraversato, gli ultrasuoni hanno diverse velocità di propagazione: maggiore nei solidi e minori nei gas o liquidi.

Durante l’ecografia, gli ultrasuoni attraversano tessuti diversi nel nostro corpo e si verifica un fenomeno di riflessione dell’onda, definito eco. L’eco si produce sulla superficie che divide i due tessuti e impiega un certo tempo per ritornare al punto in cui il fascio di ultrasuoni è stato generato (cioè la sonda ecografica), in base alla profondità in cui si trova la superficie che ha prodotto l’eco stesso. Il ritorno del fascio di ultrasuoni, sotto forma di eco, viene catturato dalla sonda e trasformato in immagine che il medico visualizza nel monitor collegato alla sonda (immagine ecografica).

Qual è la procedura dell'ecografia

Durante l’ecografia il paziente non avverte niente. L’operatore utilizza uno strumento chiamato ecografo formato da:

  • Una sonda che trasmette gli ultrasuoni
  • Un sistema elettronico che trasforma l’eco in immagine
  • Un monitor per visualizzare le immagini

Quando è utile e quali sono le controindicazioni dell'ecografia

L’ecografia viene definita esame diagnostico di primo livello, ossia il primo passo in caso di ricerca di diagnosi, in quanto non produce radiazioni. Si può visualizzare praticamente ogni parte del corpo a eccezione di ossa, polmoni e parte dell’intestino. In campo ortopedico è molto utile per lo studio di muscoli, lesioni muscolari, tendini e legamenti. Chiunque può sottoporsi all’esame e non esistono controindicazioni.

RISONANZA MAGNETICA

Come funziona la risonanza magnetica

La RM è un esame diagnostico che permette di visualizzare l’interno del nostro corpo, sfruttando campi magnetici non pericolosi. Funziona grazie alle proprietà fisiche di un grande magnete che produce diversi campi magnetici. Questi modificano l’orientamento degli atomi di idrogeno presenti nelle nostre cellule. In una seconda fase il magnete viene disattivato e si ripristina il normale orientamento degli atomi di idrogeno. Questo passaggio è fondamentale perché gli atomi rilasciano energia che il macchinario capta e trasforma in immagine tramite dei rilevatori.

Qual è la procedura

Dopo aver compilato dei documenti, il paziente deve spogliarsi di indumenti e accessori metallici e poi sdraiarsi su un lettino. Quando sarà a suo agio, l’operatore lo farà scorrere all’interno dell’apparecchiatura e inizierà la fase di raccolta delle immagini. Il paziente dovrà rimanere fermo, sentirà rumori di sottofondo ma sarà sempre in contatto con l’operatore che si assicurerà che tutto stia andando bene.

Quando è utile e quali sono le controindicazioni della risonanza magnetica

La risonanza magnetica è indicata per un’ampia varietà di applicazioni, essendo in grado di produrre immagini chiare e dettagliate sia dei tessuti molli sia dei tessuti duri, e non esponendo il paziente a radiazioni (come tac o rx). Permette ai medici di valutare lo stato di salute di:

  • Apparato muscolo-scheletrico: mostra danni articolati (es: lesione del legamento crociato) fratture, degenerazione cartilaginea (artrosi), ernie e altre patologie dei dischi intervetrebrali, alterazioni della muscolatura e molto altro
  • Sistema nervoso: consente la diagnosi di patologie come l’ictus

È controindicata per chi:

  • Presenta dispositivi metallici all’interno del corpo come il pacemaker
  • Soffre di obesità o claustrofobia, anche se esisto risonanze magnetiche aperte

TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC)

Come funziona la TC

La TC è un esame diagnostico che sfrutta i raggi X per riprodurre immagini 3D del corpo umano o sezioni di questo. Funziona per mezzo di un tubo a raggi X che ruota attorno al paziente. Sul lato opposto ci sono dei rilevatori che hanno il compito di trasformare l’energia fotonica, che attraversa il corpo, in energia luminosa che, a sua volta, sarà trasformata in segnali elettrici. Quest’ultimi verranno poi digitalizzati e trasformati in immagine tridimensionali. I raggi X subiscono un’attenuazione diversa a seconda della struttura anatomica colpita; in particolare, l’attenuazione di tale fascio è tanto più sostanziosa, quanto più dense sono le parti del corpo attraversate.

Qual è la procedura

Il paziente è sdraiato su un lettino, intorno a lui, o alla sezione da esaminare, ruota un anello contenente uno scanner che emana i raggi X. Durante l’esame il radiologo è in contatto con il paziente e, a seconda delle esigenze, potrebbe chiedergli di modificare il respiro. A volte si manifesta la necessità di un mezzo di contrasto per visualizzare al meglio le immagini. La durata varia in base all’obiettivo da pochi minuti a un massimo di 30 minuti. Il referto sarà pronto nel giro di pochi giorni.

Quando è utile e quali sono le controindicazioni della tac

La tac produce immagini dettagliate e di alta qualità del nostro corpo: organi, ossa e vasi sanguigni. Il campo di applicazione è quindi molto vario, ma nello specifico del nostro campo è utile a chi:

  • Ha subito un trauma multiplo, per indagare le strutture scheletriche e non solo
  • Ha una frattura
  • Controlla lo stato di un tumore osseo
  • Deve visualizzare pseudoartrosi o necrosi dell’osso
  • Deve valutare l’orientamento delle superfici ossee e delle articolazioni

Le controindicazioni sono lo stato di gravidanza, l’obesità severa e, nel caso di utilizzo, l’allergia al mezzo di contrasto, insufficienza renale e diabete.

 

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