Testo di Sara Patarchi

Cos’è la fascite plantare?

Sotto la pianta del piede si trova una fascia plantare superficiale (detta anche aponeurosi fasciale o legamento arcuato), che ricopre i muscoli della pianta del piede e collega la parte posteriore del piede (calcagno) con la parte anteriore (la base delle dita del piede). La sua funzione è quella di stabilizzare e sorreggere l’arco plantare, oltre a giocare un ruolo importante durante la camminata e la corsa, soprattutto nella fase di spinta e propulsione in avanti.

Con il termine fascite plantare, si indica una patologia a carico della fascia plantare. Il dolore solitamente è avvertito a livello del calcagno, come una pugnalata, ma non mancano pazienti che avvertono dolori al centro della fascia, alla base delle dita o, più raramente, formicolii e parestesie alle dita o al calcagno. Seppur non è una patologia grave, in alcuni casi può addirittura diventare invalidante. Il dolore generalmente si presenta: al mattino, quando ci si alza in piedi dopo essere stati a lungo seduti, quando si salgono le scale e dopo un’intensa attività fisica. Con il passare del tempo, il dolore può divenire un dolore sordo, ma sempre presente.

Cause della fascite plantare

Quello della fascite plantare è un problema che si presenta generalmente dopo i 40 anni di età e colpisce principalmente gli uomini. Molteplici sono le cause – a volte combinate insieme – per la sua insorgenza. I fattori possono essere intrinseci, legati al paziente, o estrinseci, ossia derivati da qualcosa di esterno. Tra le prime cause della fascite plantare troviamo:

  • una degenerazione a livello dell’inserzione della fascia sul calcagno
  • il sovrappeso
  • l’età
  • il piede piatto o cavo
  • i muscoli della gamba che non lavorano in maniera adeguata o perché troppo contratti o perché troppo deboli

un appoggio sbagliato del piede, in cui il carico non è distribuito su tutta la pianta, ma localizzato, portando ad un abuso cronico di una zona specifica.

Tra i fattori estrinseci troviamo:

  • l’uso di scarpe inadatte, troppo larghe o troppo strette, troppo alte o troppo basse
  • i microtraumi ripetuti, che portano a micro lacerazioni, provocando dolore e infiammazione
  • le attività lavorative o sportive che comportano un eccessivo sovraccarico. Si pensi, a esempio, alla corsa nel caso di attività sportiva o al lavoro da cameriere o barista;
  • gli allenamenti effettuati su terreni inadeguati

Sintomi e diagnosi


Per quanto riguarda la sintomatologia, essa si presenta come un dolore localizzato a livello del tallone, punto di inserzione della fascia. La localizzazione e l’intensità del dolore cambiano da persona a persona. Come accennato inizialmente, il dolore è più presente al mattino e ogni volta che si carica il tallone, quindi quando ci si sposta dalla posizione seduta a quella eretta. Per quanto riguarda il progresso della patologia: in alcuni pazienti, si ha un decorso progressivo e si alternano fasi più e fasi meno dolorose. In altri pazienti, invece, ha un’insorgenza acuta, tanto da impedire anche il semplice gesto della camminata.

Si consiglia comunque di non trascurare il dolore, anche se risulta un dolore leggero e poco fastidioso, perché ciò potrebbe causarne il peggioramento. Inoltre, la patologia difficilmente ha una risoluzione spontanea, quindi per la cura è sempre meglio affidarsi alle mani esperte di un centro di fisioterapia. Può essere fatta una diagnosi di fascite plantare anche solo ascoltando la storia del dolore del paziente e delle sue abitudini quotidiane. In questo caso, gli esami strumentali non sono necessari, ma possono essere utili a escludere che vi siano problematiche ossee al calcagno, come nel caso di piccole fratture.

Cura della fascite plantare


È molto importante dopo aver avuto una diagnosi di fascite iniziare il trattamento. Esso aumenta le probabilità della buona riuscita della terapia in tempi piuttosto brevi. Al contrario, ritardare i tempi di intervento, può far cronicizzare la patologia.

In un primo momento, sarà fondamentale il riposo con annesso allontanamento per qualche periodo dall’attività sportiva.

Esercizi per la fascite plantare


Gli esercizi che possono essere svolti in un primo momento sono quelli di allungamento, come ad esempio:

  • tutti quegli esercizi che tendono ad allungare la parte posteriore della gamba, soprattutto il polpaccio. Ci si può mettere in piedi in appoggio al muro, con le braccia distese. Si piega la gamba, che rimane in una posizione più avanzata, mentre si distende la gamba posteriore, quella che presenta il dolore. Si mantiene poi la posizione per alcuni minuti. Il lavoro va alternato tra una gamba e l’altra;
  • un altro esercizio simile è quello di distendere la gamba avanti e piegare quella posteriore. Con la mano si prende la punta del piede avanti e si mantiene la posizione per alcuni minuti. Il lavoro va alternato tra una gamba e l’altra;
  • si può anche mettere il piede in appoggio con la punta, ad esempio al piolo di una spalliera, e ci si avvicina con tutto il corpo quanto più possibile alla spalliera. La posizione va mantenuta almeno 30 secondi e dev’essere eseguita con entrambi gli arti alternati;
  • è possibile eseguire tutti gli esercizi per la mobilità della caviglia e per il rinforzo dei muscoli della gamba con l’aiuto di un elastico. Ad esempio, seduti a terra, gambe tese, si può far passare un elastico sotto la pianta dei piedi e portare la punta del piede verso l’alto o verso il basso;
  • eseguire degli esercizi su tavolette instabili, favorisce poi il lavoro di propriocezione;
  • un’altra possibilità è andare a mobilizzare le dita del piede, cercando di raccogliere un fazzoletto da terra con le dita;
  • infine, si può fare un massaggio distensivo su tutta la pianta del piede con l’aiuto di palline da tennis o una bacchetta, da far rotolare sotto il piede.

Dopo questa prima fase, deve seguire una ripresa graduale dell’attività sportiva, aumentando progressivamente il carico. Inizialmente, vanno evitati salti e, nella caso si tratti di pazienti che praticano la corsa, è meglio evitare superfici dure, privilegiando invece la corsa sul prato. In ogni caso, è necessario la corretta scelta delle scarpe.

 

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